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L’ABC DELLE EMOZIONI, COSA SONO E COME USARLE A NOSTRO VANTAGGIO

 

Tutti noi sentiamo. Tutti noi sappiamo cosa vuol dire gioire, arrabbiarsi, spaventarsi… Ma quanti saprebbero spiegare cos’è un’emozione? 

Non riuscire a definire un fenomeno lo rende vago e ci impedisce di capirlo e di gestirlo. Per questo, di fronte a un’emozione tendiamo a sminuire, ignorare, o soffocare quello che proviamo, cercando palliativi in grado di silenziare, almeno temporaneamente, la confusione e il disagio. 

Le emozioni, tuttavia, non accadono per caso e, se non ascoltate, si ripresentano con maggiore decisione fino a che, quasi senza accorgerci, ne veniamo travolti e paralizzati, o siamo spinti ad azioni impulsive di cui spesso ci pentiamo. La conseguenza è che le emozioni diventano un nemico, un fastidio da tenere a bada, un incidente da cui proteggersi, e perdono il valore che avrebbero se riuscissimo a capirle e a gestirle come alleati. 

Per favorire la comprensione e la regolazione delle nostre emozioni, in questo articolo proviamo a fare chiarezza, proponendo una definizione semplice che evidenzi, non solo cosa sono, ma anche a cosa servono e come utilizzarle a nostro vantaggio. 

 

LE EMOZIONI CI INFORMANO E CI DANNO ENERGIA 

In sintesi, possiamo definire le emozioni come: informazioni e energia. Una dotazione naturale grazie a cui l’essere umano viene allertato e attivato, in modo immediato, rispetto ai pericoli e alle opportunità presenti nell’ambiente.

A livello biologico, le emozioni sono scariche di neuro-ormoni, liberati ogni volta che entriamo in contatto con un evento rilevante. Questo rilascio avviene in modo pressoché istantaneo, anticipando la percezione cognitiva, che richiede qualche secondo in più per processare e dare senso all’evento. 

Una differenza di pochi secondi potrebbe sembrare irrilevante, ma in alcune circostanze non lo è affatto. Per i nostri antenati, per esempio, riconoscere all’istante la presenza di un predatore, o di una possibile preda, valeva la vita e costituiva un impagabile vantaggio evolutivo.  

Oltre a segnalare minacce e opportunità, le emozioni influenzano il nostro stato energetico. Qualsiasi stimolazione emotiva è accompagnata da una carica o da una scarica energetica, che muta il nostro stato per permetterci di rispondere adeguatamente alla situazione. L’accelerazione del battito cardiaco, di fronte a un pericolo, irrora più velocemente gli arti e ci predispone al combattimento o alla fuga. L’affievolirsi del respiro, dopo la scomparsa di una persona cara, ci obbliga a fermarci e a riconoscere il valore di ciò che abbiamo perso. 

Maggiore è la rilevanza soggettiva dello stimolo, maggiori sono l’intensità emotiva e l’alterazione energetica che ne conseguono. Quando un evento mette a repentaglio la nostra vita, o, al contrario, ci dà modo di celebrarla, la paura o la gioia conseguenti sono acute, pervasive e totalizzanti. 

 

EMOZIONI, AMBIENTE E IDENTITA’

Al giorno d’oggi, per quanto complicata possa apparire la realtà, difficilmente ci troviamo in pericolo di vita. Il sistema emotivo, tuttavia, continua a funzionare con la stessa immediatezza e potenza. Semplicemente, riorganizza l’intensità delle sue attivazioni in funzione delle minacce o delle opportunità esistenti.

Così è facile che le emozioni suscitate in risposta a situazioni relativamente ordinarie, come la paura per un ritardo o il disappunto per uno sgarbo, scatenino reazioni intense quanto quelle sperimentate dai nostri antenati in situazioni effettivamente estreme. La mente, che è programmata per l’autoconservazione, esamina costantemente l’ambiente in cerca di pericoli. Nel tempo, con il diminuire delle situazioni realmente in grado di compromettere la sopravvivenza, ha imparato a scandagliare la realtà, non tanto per preservare la vita, quanto per proteggere l’identità degli individui.

Quando parliamo di identità, ci riferiamo all’immagine che ognuno ha di sé: l’insieme di credenze con cui ci definiamo, che ci distinguono dagli altri, e che ci rendono meritevoli di amore e stima. In una società che tende a celebrare l’individualismo, l’ego e tutto ciò che lo rappresenta, l’identità diventa il termometro di quello che proviamo. Basta una critica, un commento, o un complimento superficiale a suscitare emozioni forti, e reazioni spesso sproporzionate rispetto alle circostanze.

Riconoscere queste distorsioni è utile per ridimensionare la portata emotiva delle situazioni che viviamo, e per gestirle con maggiore distacco e lucidità.

 

LE EMOZIONI NON MENTONO

Prendere coscienza di cosa ci emoziona, aiuta a chiarire cosa realmente conta per noi. Il messaggio che un’emozione porta con sé, se ascoltato e compreso, può rivelarci a noi stessi più di quanto siano in grado di fare la logica e la razionalità.

Le emozioni non mentono. Quando un’emozione insorge, possiamo scegliere di ignorarla o di nasconderla, ma in nessun modo siamo in grado di modificarla, o di alterarne il significato, che mette in luce ciò per noi ha valore, anche quando cognitivamente non lo riconosciamo. Il sistema emotivo, per quanto primitivo, si dimostra sagace, immediato e autentico.

Secondo Ekman [1], le emozioni “primarie” (rabbia, paura, sorpresa, disgusto, gioia e tristezza) vengono sperimentate da ogni individuo nello stesso modo; tuttavia gli eventi che le scatenano possono cambiare da persona a persona, in accordo con la natura e la storia personale. Il significato di un’emozione riguarda chi la sperimenta in modo intimo e soggettivo.

Imparare a riconoscere e comprendere non solo le emozioni che proviamo, ma anche le loro cause, ci mette in contatto profondo e autentico con noi stessi. Come suggerisce Jung [2]:

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.”

 

EMOZIONI E AUTOCONSAPEVOLEZZA, FACCIAMOCI CASO!

Secondo Goleman [3], l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di riconoscere e comprendere emozioni e sentimenti quando si presentano, è uno dei pilastri dell’intelligenza emotiva, ed è fondamentale per la nostra efficacia personale, relazionale e motivazionale. Per stare bene, è indispensabile imparare a osservarci e ad ascoltarci. Quando ignoriamo un’emozione, oltre a rinunciare alle sue informazioni, rischiamo di non accorgerci delle sue conseguenze energetiche. Ci troviamo eccitati o svuotati senza capirne il motivo, e senza sapere cosa fare per ritrovare l’equilibrio.

Le emozioni sono energia in movimento, modulata dal nostro sistema limbico [4] per adeguare azioni e comportamenti alle situazioni che viviamo. Se non assecondiamo questi segnali, l’energia prodotta rischia di accumularsi o di disperdersi senza controllo, e di generare squilibri, danni o disagi, a noi e a chi abbiamo intorno.

Avere coscienza del carico energetico che accompagna le nostre emozioni, e saperlo regolare con comportamenti adeguati, o grazie a strumenti e strategie specifiche, è fondamentale per la nostra salute psico-fisica. A volte può bastare poco: una passeggiata per scaricare un eccesso di rabbia, o una telefonata a un amico per rinfrancarsi da una delusione. Altre, può essere necessario ricorrere all’aiuto di un professionista. L’importante è notare i cambiamenti umorali, fisici e fisiologici che ci coinvolgono, e attivarci per gestirli, invece che subirli e diventarne vittima.

Dare attenzione alle nostre emozioni, comprenderne il significato e utilizzarne adeguatamente l’energia, sono competenze fondamentali, non solo per affrontare ciò che ci disturba, ma anche per valorizzare ciò che ci fa stare bene. Accorgerci di cosa ci motiva, ci interessa, o ci entusiasma ci spinge a ricercare più spesso tali oggetti, soggetti, o situazioni, e contribuisce a costruire intorno a noi un ambiente stimolante, che facilita e supporta crescita e benessere.

Comprendere la verità di un’emozione può salvarci la vita, alleggerirla, o arricchirla, così come darle senso e direzione, offrendoci una bussola – diversa e peculiare per ognuno – con muoversi nel mondo in modo autentico, consapevole e soddisfacente.

 

IN CONCLUSIONE

Riconoscere alle emozioni la capacità di informarci, e di darci o toglierci energia rispetto a eventi per noi significativi, aiuta a capirne la funzione evolutiva e esistenziale. Inoltre, imparare a valorizzare e a decodificare i segnali emotivi, consente di comprendere meglio anche noi stessi, aumentando l’autoconsapevolezza e la capacità di gestire intenzionalmente le risposte agli stimoli esterni, per fare meglio e stare meglio.

Se hai bisogno di aiuto per riconoscere, capire e utilizzare meglio le tue emozioni, imparando a decodificarne i messaggi e a regolarne le energie per sostenere al meglio i tuoi progetti e obiettivi, puoi prenotare un colloquio informativo in cui discuterne insieme.

[1] Il Keirsey Temperament Sorter, introdotto nel libro “Please understand me” di David Keirsey, è un questionario di autovalutazione pensato per aiutare le persone a capire se stessi e gli altri. Per realizzarlo Keirsey è partito dal lavoro di numerosi altri psicologi (E. Kretschmer, E. Adickes, E. Adler, C. Jung, I. Myers), precursori della psicologia della personalità e del temperamento.

[2] Fonte: PersonalityMax – 2018 – “What is the Most Common and Rarest Personality Type?” dati aggregati da oltre 6 milioni di test completati globalmente.

[3] Fonte: PersonalityMax – 2018 – “What is the Most Common and Rarest Personality Type?” 

[4] Fonte: PersonalityMax – 2018 – “What is the Most Common and Rarest Personality Type?”

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