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FELICITA’ E CONOSCENZA DI SE’ | parte 2

 

Se concordiamo sul fatto che la ricerca della felicità viaggi parallela alla ricerca di sé (vedi l’articolo FELICITA’ E… | parte 1), viene naturale chiedersi quali aspetti sia necessario esplorare per intraprendere con successo questo viaggio.

L’esperienza mi ha insegnato che sono due le dimensioni che tendiamo a trascurare, e che andrebbero invece considerate per conoscersi e esprimersi pienamente:

  • la natura individuale, che definisce la sostanza di ciò che siamo
  • e la competenza emotiva, che condiziona la capacità di esprimere ciò che siamo

 

Proviamo, quindi, a concentrarci su queste e ad analizzarle più in dettaglio.

 

LA NATURA INDIVIDUALE

Quando parliamo di natura individuale, ci riferiamo alle caratteristiche potenziali con cui un individuo viene al mondo, un patrimonio di risorse e preferenze innate che ci distinguono uno dall’altro. La loro espressione è condizionata dall’ambiente: quando le circostanze esterne lo richiedono, le caratteristiche naturali hanno modo di manifestarsi e di svilupparsi fino a diventare parte della personalità.

La personalità rappresenta ciò che di noi esprimiamo al mondo, ed è il risultato della combinazione della nostra natura e delle esperienze che la forgiano: “Nature + Nurture”, direbbero gli inglesi.

Il fatto che la natura, senza una stimolazione specifica, possa non rivelarsi, la rende meno conoscibile della personalità. E’ tuttavia proprio la scoperta di questa nostra parte così intima a determinare la piena comprensione di noi e, in ultima analisi, a indicarci la via per la felicità.  

Come Jung [1] ha sapientemente teorizzato, solo le scelte coerenti con le inclinazioni naturali ci consentono di:

  • generare energia
  • realizzare risultati eccellenti
  • e sentirsi soddisfatti di quello che facciamo.

 

Motivazione, realizzazione e soddisfazione risultano, qiundi, strettamente correlati alla natura individuale che, se compresa, facilita decisioni in grado di nutrire efficacia e autostima.

 

DI COSA E’ FATTA LA NOSTRA NATURA?

Per comprendere la nostra natura, dobbiamo interrogarci sulle caratteristiche, non sempre esplicite, né facilmente definibili, che maggiormente la qualificano: i valori e le inclinazioni personali.

I valori rappresentano ciò che più conta per un individuo. Sono fortemente soggettivi e tendenzialmente stabili, nonostante nel corso di una vita possano subire leggere variazioni.

Le inclinazioni personali, o anche “preferenze naturali”, come le chiama Jung, rappresentano invece predisposizioni innate verso particolari attività, abilità o interessi: da quelli più comuni, come la comunicazione e l’organizzazione, a quelli più inusuali, come l’intuizione o l’orecchio assoluto. Avere la possibilità di esprimere e consolidare le proprie inclinazioni è di per sé motivo di soddisfazione. Inoltre, il loro utilizzo ripetuto porta allo sviluppo di capacità e talenti che alimentano l’intraprendenza e la fiducia in se stessi.

Sia i valori, che le inclinazioni, ci appartengono in modo così profondo che spesso non li riconosciamo. Se ci viene chiesto di parlarne, facciamo fatica a rintracciarli, abbozziamo qualche idea, ma difficilmente riusciamo a essere esaustivi.

Conoscere i nostri valori, così come le nostre predisposizioni è tuttavia indispensabile per fare scelte realmente motivanti e sostenibili, capaci di guidarci verso il successo e la soddisfazione.

 

Se vuoi riflettere sui tuoi valori e sulle tue inclinazioni, puoi scaricare una lista dei più comuni e usarla per  verificare ciò a cui quotidianamente dai maggiore attenzione, e in cui riesci meglio. Clicca di seguito per scaricare: VALORI e INCLINAZIONI.

LE COMPETENZE EMOTIVE

Passiamo ora alle competenze emotive. Diversamente dalle capacità cognitive e fisiche, di cui facciamo esperienza e che affiniamo durante i percorsi scolastici e nei circuiti sportivi, la capacità emotiva non viene affrontata in modo strutturato in nessuno spazio istituzionale. Questa mancanza rende la sua comprensione e il suo utilizzo incerti, spesso sottovalutati, o addirittura ignorati, generando un gap di conoscenza che è necessario colmare per capire fino in fondo chi siamo, e come funzioniamo.

Le competenze emotive, quelle che comunemente vengono definite “soft skills”, non sono altro che le componenti dell’intelligenza emotiva, ovvero della capacità di comprendere, e regolare le emozioni a nostro vantaggio.

Tutti noi, quotidianamente, sperimentiamo molte più emozioni di quante pensiamo. Qualsiasi stimolo è in grado di attivare il nostro sistema limbico, la parte del cervello coinvolta nell’eleborazione emotiva. La maggior parte di noi, tuttavia, si accorge esclusivamente delle emozioni forti, e, anche in questo caso, non si interroga in proposito, non le comprende, non le definisce, e soprattutto non è in grado di gestirne gli effetti. Il rossore sul viso dopo una gaffe è difficilmente contenibile (anzi!…), così come è complesso calmare i pensieri, spesso critici, che si scatenano subito dopo. Imparare a riconoscere un’emozione sul nascere, darle un nome, e sapere cosa fare per non venirne travolti, si rivelano competenze fondamentali per coltivare equilibrio e benessere.

Ogni individuo ha risposte emotive uniche a seconda dei propri valori e della specifica situazione in cui si trova. Capire quali eventi ci toccano emotivamente di più, quali emozioni sperimentiamo più spesso, e soprattutto quali possono esserne le cause, aiuta a rispondere in modo consapevole e responsabile, evitando reazioni impulsive, potenzialmente controproducenti e dannose.

CRESCERE VERSO LA FELICITA’

Fermarsi a riflettere su quali sono i nostri valori, le nostre inclinazioni, le emozioni che sperimentiamo più frequentemente, e le reazioni che attiviamo in risposta alle stesse, ci fornisce informazioni preziose su parti di noi spesso ignorate, ma indispensabili per capirci pienamente, e per generare cambiamenti favorevoli. 

Perfezionare la conoscenza di sé, ci fornisce una guida personalizzata per crescere verso una maggiore completazza, competenza e soddisfazione; per coltivare una versione di noi capace di sperimentare la felicità non solo come destinazione, ma anche e soprattutto come viaggio.

 

Se hai domande o dubbi sui percorsi di consapevolezza e crescita, sulla tua natura, o se ti interessa lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, puoi prenotare un colloquio informativo in cui parlarne insieme

[1] Carl Gustave Jung (1875 Kesswil, Svizzera – 1961, Küsnacht, Svizzera) è stato psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo svizzero. Figura principale tra gli intellettuali del ‘900, è considarato il padre della psicologia analitica, ha teorizzato l’esistenza di un “inconsio colletitvo” e definito l’“Individuazione” come il processo attraverso cui gli individui trovano se stessi.

[2] Il Quoziente Emotivo è la misura con cui si quantifica l’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di riconoscere, comprendre e utilizzare le emozioni in modo razionale, e rappresenta il suo valore potenziale (non indica quanta intelligenza emotiva effetitvamente utilizzo ma quanta ne ho a disposizione in potenza).

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