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ORIENTAMENTO, UNIVERSITA’ E CARRIERA: SCEGLIERE SÉ PER NON SBAGLIARE

 

Quando le possibilità aumentano, scegliere diventa più difficile. Negli ultimi anni, l’offerta formativa e professionale è cresciuta in modo esponenziale. Nuove lauree, nuove specializzazioni, nuove professioni che nascono – e muoiono – alla velocità di uno swipe.

Più scelta, in teoria, dovrebbe significare più libertà. In pratica, molto più spesso di quanto non si pensi, significa più confusione.

Studenti e professionisti investono tempo ed energie nella ricerca della “strada giusta”, confrontando decine di corsi, sbocchi e tendenze. La conclusione paradossale è che, dopo aver investigato tanto, spesso, finiscono più disorientati di quando hanno iniziato.

Il problema non è la quantità di alternative, ma da dove si parte per scegliere. Quando la scelta si basa solo su ciò che offre il mercato, il rischio è inseguire possibilità che non ci rappresentano e che non convincono fino in fondo. Un‘indagine più puntuale parte da una domanda diversa: chi sono io?

L’orientamento, oggi più che mai, richiede un cambio di passo. Invece di concentrarsi sul mercato, serve dare attenzione a noi. Il mercato cambia sempre più velocemente, mentre noi, il nostro potenziale, e le risorse innate che ci distinguono (vedi art. 4 LETTERE PER CONOSCERSI E REALIZZARSI) restano, e ci offrono il perno saldo intorno a cui orientare analisi e decisioni.

 

ESPLORARE SÉ PRIMA DELLE POSSIBILITÀ

L’ambiente in cui siamo cresciuti, ciò che si muove e succede intorno a noi, influenza indubbiamente i nostri interessi e la nostra formazione. Considerare l’offerta del mercato solo in termini di quello che ci piace fare, o che abbiamo imparato a fare, tuttavia, non basta.

 

Per fare scelte appaganti e sostenibili nel tempo è fondamentale comprendere la propria natura:

  • quali risorse utilizziamo con maggiore disinvoltura
  • quando siamo pienamente energici e efficaci
  • cosa ci motiva e soddisfa intimamente

 

Quando una scelta è coerente con la nostra natura:

  • l’apprendimento è veloce e immediato
  • i risultati sono buoni e tendono a migliorare
  • lo sforzo percepito diminuisce
  • le gratificazioni aumentano

Non tanto perché ciò che scegliamo è facile in sé, ma perché quando diamo spazio a ciò che siamo, ciò che facciamo si rivela alla nostra portata. Quando esprimiamo e sviluppiamo i nostri talenti facilitiamo l’efficacia, la motivazione e l’autostima.

  

COMPRENDERE LA NATURA INNATA: PREFERENZE E FUNZIONAMENTO

Per capire quali sono le nostre risorse innate, il primo livello di analisi riguarda le preferenze naturali (vedi art. 4 LETTERE PER CONOSCERSI E REALIZZARSI), inizialmente descritte da Jung [1] e successivamente sistematizzate da Myers e Briggs [2].

 

Attraverso:

  • un questionario strutturato e validato
  • e un approfondimento dialogico dei risultati

è possibile individuare il modo in cui una persona:

  • utilizza energia e attenzione
  • percepisce le informazioni
  • valuta e prende le decisioni
  • agisce e interagisce

Questa prima indagine non serve a “mettere etichette”, ma a comprendere tendenze profonde, punti di forza naturali e aree di maggiore fatica.

 

ANDARE OLTRE LE PAROLE: L’ESPLORAZIONE EMOTIVA

Alla profilazione standard, il mio approccio – volto a valorizzare l’unicità individuale – affianca un secondo livello di lavoro: un’esplorazione attraverso immagini e esperienze visive. Le immagini, infatti, alfabeto della dimensione emotiva, permettono di accedere a informazioni intime e profonde, spesso non riconosciute.

Per questo secondo livello, propongo attività che comportano:

  • il disegno
  • la fotografia
  • l’immaginazione guidata

 

Il linguaggio emotivo richiama conoscenze e informazioni che spesso non hanno ancora una forma verbale, ma sono fondamentali per una comprensione piena e autentica di sé.

È proprio in questa fase che emergono:

  • inclinazioni e desideri non noti
  • valori e bisogni profondi
  • motivazioni autentiche

Dati preziosi, raramente accessibili nei percorsi di orientamento tradizionali.

 

NATURA, AMBIENTE E CIÒ CHE IMPARIAMO

Un’esplorazione personale profonda non si esaurisce nella comprensione di chi siamo in potenza, ma prende in considerazione anche l’ambiente in cui ci muoviamo. La natura infatti non esiste nel “vuoto”. Si manifesta all’interno di specifici contesti che ne condizionano lo sviluppo e l’espressione.

Secondo il principio di “Nature + Nurture” [3] (caratteristiche innate + nutrimento ambientale), la personalità è il risultato dell’interazione tra:

  • predisposizioni innate
  • aspettative, aspirazioni, richieste ambientali
  • esperienze di vita

 

L’interazione con l’ambiente può avere impatti funzionali al nostro corretto sviluppo, influenzando interessi e scelte che perfezionano le nostre predisposizioni. Allo stesso modo, tuttavia, il contesto in cui cresciamo può portarci a sviluppare competenze non naturali, spingendoci a costruire una personalità distante dalla nostra natura.

In questo caso, se l’ambiente supporta l’apprendimento di capacità non nostre, a discapito di quelle innate – allontanandoci dal corretto sviluppo della nostra natura – è importante prenderne coscienza e provare a correggere la rotta.

Quando invece l’impatto ambientale riguarda gli interessi e le passioni sviluppati, questi diventano leve preziose per raffinare la direzione e tenere consapevolmente dritto il timone.

In questo caso, per esempio, due persone con natura simile, possono orientarsi entrambe verso l’ambito economico, pur scegliendo – in linea con interessi e competenze diversi – aree di impiego distinte (organizzazione / vendite / comunicazione), senza che questo le “snaturi”.

La natura indica chi siamo, interessi e capacità aiutano a definire e perfezionare forme e modi in cui ci esprimiamo.

 

BISOGNI E VALORI: LA LEVA MOTIVAZIONALE

Analizzare la propria natura permette, inoltre, di comprendere con maggiore precisione:

  • bisogni psicologici
  • valori guida
  • motivazione intrinseca (ciò che motiva una persona nel profondo, indipendentemente dai riconoscimenti esterni)

 

Queste informazioni sono una leva potentissima:

  • per sostenere l’energia
  • per prevenire scelte sminuenti
  • per costruire percorsi armoniosi

Quando una scelta rispetta e si allinea con valori e bisogni, non serve “forzarsi”: l’impegno nasce naturalmente.

 

GUARDARE AL MERCATO, SENZA INSEGUIRLO

Una volta chiarita la propria natura, e approfondita la dimensione emotiva, i bisogni e i valori, diventa utile aprire lo sguardo verso l’esterno. È qui che entra in gioco il mercato.

Non per rincorrere le opportunità più appariscenti ma, al contrario, per il motivo opposto: in un contesto che cambia così rapidamente, ciò che oggi sembra promettente può perdere valore in poco tempo.

Osservare il mercato serve a coglierne le direzioni di sviluppo, individuare i trend emergenti e comprendere quali ambiti, nel prossimo futuro, richiederanno competenze, energie e investimenti.

Questo passaggio permette di mettere in dialogo la nuova consapevolezza di sé con ciò che accade e si trasforma nel mondo, orientando le proprie scelte verso percorsi di studio e professionali non solo coerenti, ma anche sostenibili e promettenti nel tempo.

Visto da questa prospettiva, il mercato diventa uno spazio di possibilità, in cui la propria natura può trovare concretezza e le migliori forme di espressione attuali e future.

 

CONCLUSIONI

Orientarsi non significa trovare la strada “giusta” in modo assoluto. Significa fare scelte coerenti con la nostra unicità, che ne supportino il riconoscimento, l’espressione e la crescita.

Sono le scelte che facciamo a determinare chi diventiamo. Maggiore è la consapevolezza di chi siamo in potenza, maggiore la possibilità di diventarlo effettivamente.

Conoscersi, in termini di:

  • risorse innate
  • inclinazioni naturali
  • bisogni e valori

permette di:

  • aumentare la comprensione di sé
  • migliorare produttività e motivazione
  • coltivare fiducia, rispetto e soddisfazione

 

Indipendentemente da come cambia il mondo intorno a noi, quando una scelta nasce da sé e dalla propria natura, sarà sempre, non solo funzionale a un’espressione coerente, ma anche al fisiologico sviluppo di chi realmente siamo, e della piena capacità di realizzarlo.

Se ti interessa approfondire i percorsi di orientamento scolastico e professionale che propongo, e lavorare in modo specifico sulla definizione di decisioni efficaci e soddisfacenti, puoi prenotare un colloquio informativo cliccando qui

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[1] Carl Gustav Jung (1875-1961) è stato psichiatra, psicologo e filosofo svizzero, viene considerato il padre della psicologia analitica e una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico dei primi anni del Novecento.

[2] Katharine Cook Briggs e sua figlia Isabel Briggs Myers sono le autrici dell’Indicatore tipologico di Myers-Briggs (MBTI, 1962), un test di personalità che suddivide gli individui in 16 Tipi Psicologici in base a quattro coppie di preferenze. La loro collaborazione, iniziata durante la Seconda Guerra Mondiale, nasceva dall’obiettivo di aiutare le donne ad integrarsi al meglio nel mondo del lavoro, identificando le loro diverse caratteristiche e punti di forza. 

[3] L’espressione “Nature and Nurture” è stata coniata dallo scienziato inglese Sir Francis Galton (cugino di Charles Darwin) intorno al 1874, nel suo libro “Hereditary Genius”, per descrivere il dibattito fondamentale su quanto le caratteristiche umane siano determinate da fattori genetici (natura) o dall’ambiente (cultura/educazione). 

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Tommaso
Tommaso
6 mesi fa

Ho svolto quattro sedute con Arianna, per cercare un appoggio riguardo alla scelta di quale università frequentare, sono rimasto positivamente colpito dall’empatia e dalla capacità di calarsi a pieno nella realtà dei pazienti, che la caratterizzano. Consiglio vivamente questo servizio che può aiutare ad intraprendere strade precise e definite anche difronte a dubbi e indecisioni.